Lettera di Paolo
Molto spesso quando esco per la mia “ora d’aria” con la bicicletta e mi trovo ad arrampicarmi per le strade di Monte Morello, verso Fiesole, le Cave di Majano, attraverso i lungarni o le Cascine, vado sulla Chiantigiana, passo per le poche e mal collegate piste ciclabili, mi capita di imbattermi in bottiglie di Coca Cola, birra, acqua… gettate sul ciglio della strada, giornali, riviste o fazzoletti, confezioni di plastica, sacchetti… etc., etc…. e molto spesso mi viene l’istinto di fermarmi, raccoglierli, di ripassare con l’auto, noleggiare un furgoncino (sì, sì è vero l’ho pensato spesso…), chiamare un po’ di amici, magari delle escursioni in bici o del CAI, e di ripulire quella schifezza che mi urta lo spirito e, spesso, mi rovina i bei pensieri che vengono nell’ammirare il paesaggio di Firenze, dei boschi, della campagna. Quando posso, posso raccolgo qualcosa e lo porto nello zainetto fino al prossimo cassonetto e, ovviamente mi porto dietro le eventuali carte o confezioni di qualcosa che consumo per strada. Poco, ma è un modo per partecipare “al decoro” del mio ambiente e di dare dei piccoli segnali riaffermando che il territorio, l’ambiente stesso, la città è di tutti e non solo dei rappresentanti comunali o provinciali, del Quadrifoglio… loro hanno il compito di amministrare e gestire su nostra delega e mandato, ma la prima responsabilità è nostra. La pulizia delle strade, con i grossi disagi causati per il parcheggio delle auto, può essere fatta anche ogni giorno, ma se ogni cittadino butta il pacchetto delle sigarette dalla macchina (quante volte lo vediamo fare!!!…), la carta per terra, i sacchetti…. È tutto inutile, la città sarà sempre quella specie di pattumiera dalla grande storia culturale e artistica che ci troviamo oggi!
A parte quello che vedo giornalmente per quanto concerne il sudicio e il degrado della città (anche l’abuso le transenne perennemente temporanee, le buche, i lavori che si trascinano per mesi o per anni, i giardini non curati, le fontane che mancano o non funzionano… fanno parte del sudicio-degrado della città) sono rimasto colpito dal confronto con altre città e all’estero. Mi ricordo quando sono arrivato a Istanbul (città di quella nazione che qualcuno non vuole nella Comunità Europea, non all’altezza del mondo occidentale…), con le strade contornate da tulipani, i giardini e le strade pulite, gli “omini” che raccattavano “in tempo reale” le eventuali carte lasciate da qualcuno, i richiami a chi si faceva beccare a buttare qualcosa per terra, le mura dei monumenti e dei palazzi senza scritte!… ebbene, al mio ritorno sono salito su un pullman abbastanza sporco e senza aria condizionata dell’ATAF, ho attraversato le transenne all’entrata di Viale Guidoni barcollando sulle buche, fermando lo sguardo sulle aiuole secche o mal tenute, lo sporco ai bordi delle strade, arrivando in piazza stazione con i cestini stracolmi di spazzatura che cadeva ovviamente per terra… ho aspettato al caldo l’autobus in ritardo che non arrivava e ho
pensato: “questa è la mia città, la città del Brunelleschi, dei Medici….”…
Allo stesso modo nel recente viaggio in Perù, un paese dallo sviluppo e dall’economia non sempre all’altezza, dove la spazzatura per strada spesso non manca, mi ha colpito come le guide delle escursioni, gli organizzatori, si soffermavano a raccogliere bottiglie e sacchetti lungo il percorso e quando anche io, spinto dal loro comportamento ho cominciato a raccogliere le stesse cose portandole fino al prossimo cassonetto (non prima di 1 – 2 km), anche gli altri turisti sono stati portati a loro volta a fare lo stesso. Ecco l’importanza dell’esempio e della partecipazione.
Ci sarebbero molte altre cose da dire esempi da fare, ma quanto sopra descritto penso possa bastare a far capire perché sono favorevole a una iniziativa come quella del 12 settembre, che stimoli la partecipazione del cittadino, la sua responsabilizzazione ed educazione. Fermo restando il ruolo diverso e il dovere specifico che, ovviamente, riguarda l’amministrazione comunale, non solo sul piano dell’intervento, della efficienza, ma anche dell’esempio e dell’ascolto continuo.
E’ per questo che ho lanciato a Firenzeinbici l’idea e la richiesta di aderire a questa iniziativa, per partecipare a questa iniziativa del 12 settembre e dare il nostro piccolo apporto di “cittadini in bicicletta”, che tengono al decoro di Firenze ed amano questa città per quello che è stato, per quello che rappresenta ma, anche e soprattutto, per quello che vogliamo diventi: un posto con al centro la qualità della vita, con al centro l’uomo-cittadino, dove i servizi funzionano e sono integrati fra loro, … dove possiamo circolare anche in bicicletta senza rischiare di essere travolti o investire un pedone, dove le biciclette che sono di ostacolo vengono rimosse ma dove “non vengono rubate dall’amministrazione” quelle che sono semplicemente legate a un palo (rimuovete qualche auto in più che sosta sulle strisce o sugli scivoli indispensabili per i portatori di handicap!)….
E’ per questo che invito tutti voi a ritrovarci sabato mattina, alle 10 nei posti che Firenzeinbici ci segnalerà.
Un saluto a tutti voi
Paolo
Tags: Firenze

