Arazzi Palazzo VecchioDopo 25 anni di restauro tornano in Palazzo Vecchio i 10 arazzi della Sala del Consiglio

Fino al 9 gennaio – Sala d’Arme tutti i giorni dalle ore 9,00 alle 19,00 giovedì dalle 9,00 alle 14,00 Natale e Capodanno chiuso Ingresso libero

Ci sono voluti venticinque anni di lavoro, interamente sovvenzionati dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, per restaurare i dieci preziosi arazzi della Sala del Consiglio di Palazzo Vecchio. Un impegno straordinario e delicato, quello portato a termine dal Laboratorio diretto dall’Opificio delle pietre dure e ubicato nella Sala delle Bandiere, all’altezza del camminamento di ronda di Palazzo Vecchio. Una sistemazione suggestiva per realizzare un’opera di valore altissimo, lunga e impegnativa.
Oggi finalmente tutti e dieci gli arazzi commissionati dal Granduca Cosimo I dei Medici per rivestire le pareti della Sala del Consiglio, all’indomani della fondazione della manifattura fiorentina di arazzi (1546-1553), sono tornati all’antico splendore: per celebrare questo evento è stata allestita un’esposizione che renda merito alla bellezza delle immagini e del lavoro pregiato di realizzazione prima e ricostruzione poi di questi capolavori in tessuto. I pezzi originali della serie erano venti: l’altra metà venne trasferita a Roma negli anni Ottanta dell’Ottocento, presso il Palazzo del Quirinale, dove tuttora si trovano. Nonostante questo smembramento, rimane un fatto eccezionale, per non dire unico, che una serie così numerosa e caratterizzata dall’uso di filati deperibili come la seta, si sia conservata nella sua interezza.
Il lavoro di recupero è stato particolarmente lungo e difficile sia per il deterioramento fisiologico dei materiali sia per la prolungata esposizione: l’illuminazione non controllata, le variazioni dell’umidità e della temperatura avevano gravemente danneggiato lo stato conservativo degli arazzi.

Appena stabilizzato il suo potere, Cosimo dei Medici individuò in questa serie un mezzo indiretto ma potente di autoglorificazione, affidando alle vicende dell’eroe biblico Giuseppe il compito di simboleggiare le lunghe traversie affrontate prima di giungere alla presa del potere, che avrebbe garantito pace e stabilità anche al suo popolo.
Gli arazzi sono eccezionali anche per le firme che hanno realizzato i cartoni del Bronzino, artista prediletto della corte, del Pontormo e del Salviati, insieme all’abilità e all’esperienza degli arazzieri Nicola Karcher e Giovanni Rost, costituivano la garanzia di un risultato di assoluta eccezionalità: era d’altra parte costume dei sovrani realizzare una celebrazione indiretta della propria immagine attraverso il ricorso a figure del mito antico come del Vecchio Testamento. Con tale scopo erano nate, pochi anni prima, le manifatture di arazzi a Ferrara e a Mantova, durate una brevissima stagione, legata alla promozione diretta del sovrano, a differenza di quella fiorentina, la cui sopravvivenza per quasi duecento anni si deve all’organizzazione capillare e articolata, voluta dal Granduca.

Il restauro della serie è stato generosamente finanziato dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, con il contributo dell’Opificio delle Pietre Dure.

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