Posts Tagged ‘Palazzo Vecchio’

Domenica 13 novembre – La domenica del Fiorentino

Written by staff on . Posted in blog, i bacioni, il Palazzo dei fiorentini

Domenica 13 novembre torna la domenica del fiorentino.

Domenica 13 novembre  torna la domenica del fiorentino. La giornata dove i residenti e nati a Firenze e in possono accedere gratuitamente al Museo di Palazzo Vecchio e prendere parte, in seguito a prenotazione, alle attività programmate.

Natura e Artificio: rinascimento contempOraneo
È, questa Domenica del fiorentino del 13 novembre, un’edizione del tutto speciale perché Palazzo Vecchio diviene il luogo d’incontro e di confronto fra Artificio e Natura, fra Storia e Contemporaneo. Motore di questo doppio dialogo è la presenza in Palazzo Vecchio di un grande artista contemporaneo, Michelangelo Pistoletto con il progetto Terzo Paradiso al quale il pubblico è chiamato a partecipare, sia attraverso la conversazione con l’artista stesso e lo storico dell’arte Tomaso Montanari nel pomeriggio, sia nelle due oper-azioni collettive che, grandi e piccini, potranno realizzare da protagonisti, insieme al personale
di Cittadellarte Fondazione Michelangelo Pistoletto e il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli, Museo d’Arte contemporanea, nella mattinata e nel primo pomeriggio.
L’artista Pistoletto, il cui nome – Michelangelo – è non poco impegnativo, racconta come da ragazzo si soffermasse rapito di fronte alle riproduzioni del Giudizio universale di Michelangelo nella Cappella Sistina, stampate a piena pagina nell’Enciclopedia Treccani, sul quale ora osserva che: “Il grande dipinto del Giudizio Universale era stato commissionato a Michelangelo dalla Chiesa di Roma e rappresentava il Cristo nell’atto di giudicare l’umanità, in un tempo futuro. Il mio affresco è lo specchio, commissionato direttamente dall’artista che pone l’umanità di fronte a se stessa per il “giudizio” del tempo attuale. Dunque, in questo lavoro vi è un’assunzione di responsabilità sia da parte dell’artista, sia da parte di ogni singola persona che direttamente, indirettamente o anche idealmente si trova a cospetto della propria immagine”. Lo specchio davanti al quale, da alcuni anni, Michelangelo Pistoletto ha posto se stesso e chiede a chiunque possa ritenerlo giusto di collaborare è quella che, in altri tempi, sarebbe stata definita, un’Utopia. Il suo nome è Terzo Paradiso ed è così definita dall’artista: “con il nuovo segno d’infinito si disegnano tre cerchi. Quello centrale rappresenta il grembo generativo del Terzo Paradiso, la fusione tra il primo e il secondo paradiso.
Il primo è il paradiso in cui la vita sulla terra è totalmente regolata dalla Natura. Il secondo è il paradiso artificiale, sviluppato dall’intelligenza umana … fatto di bisogni artificiali, di comodità artificiali, di piaceri artificiali … che ha raggiunto oggi proporzioni globalizzanti …
Il pericolo di una tragica collisione fra queste due sfere è ormai annunciato in ogni modo.
Il progetto del Terzo Paradiso consiste nel condurre l’Artificio, cioè la scienza, la tecnologia, l’arte, la cultura e la politica a restituire vita alla Terra. Il Terzo Paradiso è il nuovo mito che porta ognuno ad assumere una personale responsabilità in questo frangente epocale”.
Ma anche per chi desideri approfondire alcuni aspetti del rapporto Arte-Natura nel Palazzo ducale il programma di questa Domenica propone alcune novità: le visite a scrittoi, camerini e studioli; una conversazione con supporto multimediale sullo scrittoio di Cosimo I nel Mezzanino “tutto pieno di uccelli di diverse maniere e d’erbe rare, che tutto condusse a olio divinamente” e conversazioni con supporto multimediale sulle pitture a grottesca, analizzate dal punto di vista dei temi naturalistici. Per i più piccoli si può scegliere fra la Favola profumata o una Piccola storia di animali. Per tutti, resta l’offerta delle tradizionali visite ai Percorsi segreti, agli scavi archeologici, al camminamento di ronda, ai Quartieri monumentali.
Grazie a: Michelangelo Pistoletto, Tomaso Montanari, Cittadellarte Fondazione Michelangelo Pistoletto e al Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli, Museo d’Arte contemporanea, per la loro collaborazione.
Grazie a: CIAL e Hotel Relais Uffizi per il loro sostegno
Le Domeniche del Fiorentino sono realizzate in collaborazione con

informazioni e prenotazioni
La prenotazione è obbligatoria e gratuita: può essere fatta per telefono o per mail a questo indirizzo info.museoragazzi@comune.fi.it (in questo caso è valida solo con la nostra mail di conferma).
Tel. +39 055 2768224 Fax +39 055 2768558
dal lunedì al sabato, 9.30 -17.00
domenica 9.30-12.30

Come sempre, si fa appello alla cortesia dei visitatori che non possano partecipare all’attività prenotata affinché ci avvertano tempestivamente della rinuncia per consentire ad altri di prendere il posto rimasto vacante. La prenotazione è obbligatoria e gratuita: può essere fatta per telefono o per mail a info@museoragazzi@comune.fi.it (in questo caso è valida solo con la nostra mail di conferma).

PROGRAMMA DELLA MATTINATA

Studioli e camerini nel Palazzo ducale di Cosimo I e Francesco I de’ Medici
target: per tutti, a partire dai 10 anni
orario: 10.00
durata: un’ora e trenta minuti
numero max partecipanti: 25 visitatori + 1 animatore
luoghi: Camerino di Bianca Cappello; Quartiere di Eleonora: Studiolo di Eleonora di Toledo; Quartiere degli Elementi: Studiolo di Calliope; Quartiere di Leone X: scrittoio del duca; Studiolo di Francesco I, Tesoretto di Cosimo I

Tutti conoscono lo Studiolo di Francesco de’ Medici, tanto noto da essere divenuto più famoso del suo proprietario, definito, non a caso, da Luciano Berti “il Principe dello Studiolo”. Ma, in verità, nel Palazzo ducale di Cosimo I e di Francesco I de’ Medici, ogni Quartiere del palazzo ospitava un camerino, uno scrittoio o uno studiolo, luoghi privati dei duchi e delle duchesse. Quasi sempre di dimensioni ridotte e raffinatissimi nei decori, come negli arredi, studioli, camerini e scrittoi erano anche, quando non soprattutto, i luoghi dove conservare oggetti d’arte, antichità, meraviglie naturalistiche frutto della passione collezionistica
di Cosimo, come di Francesco.
Oggi, i numerosi, variegati e raffinati oggetti che erano conservati negli studioli non sono più presenti nel Palazzo, mentre è ancora possibile visitare molti di questi luoghi, ritrovarne tracce importanti, quali il soffitto dipinto con Cesare che scrive i Commentari o l’imbocco
di scale che ne mettevano in comunicazione fra loro, alcuni. Attraverso le parole, e grazie all’immaginazione, sarà possibile far rivivere il gusto di un’epoca che vedeva nel maritaggio fra Natura e Arte una delle forme più elevate di cultura.

Percorsi segreti
target: per tutti, a partire dai 10 anni
orario: 10.00
durata: un’ora e quindici minuti
numero max partecipanti: 10 visitatori + 1 animatore
luoghi: Scala del duca di Atene, Studiolo di Francesco I, Tesoretto di Cosimo I, Salone dei Cinquecento, capriate del soffitto del Salone

Dal 2000 il Museo di Palazzo Vecchio ha recuperato alla fruizione del pubblico questi ambienti, dove lo scorrere del tempo sembra essersi arrestato, che possono essere visitati solo in piccoli gruppi accompagnati da personale esperto.

Visita ai Quartieri monumentali
target: per tutti, a partire dagli 8 anni orario: 10.00
durata: un’ora e quindici minuti
numero max partecipanti: 25 visitatori fra adulti e bambini + 1 animatore
luoghi: Quartieri monumentali e Camerino di Bianca Cappello

La visita guidata ai Quartieri Monumentali offre uno sguardo diverso su Palazzo Vecchio, visto non solo quale prestigioso contenitore di opere d’arte, ma come luogo nel quale architetture, arti minori, sculture,dipinti, concorrono alla creazione di un unicum ricco e complesso.
La visita include due sale del Quartiere di Leone X recentemente aperte al pubblico: quella dedicata a Cosimo il Vecchio, protagonista nella vita politica fiorentina a metà del XIV secolo, e quella dedicata a Lorenzo il Magnifico e si conclude nel Camerinodi Bianca Cappello, seconda moglie di Francesco I de’ Medici.

Il Terzo Paradiso: operazione collettiva
target: per tutti, a partire dagli 8 anni orario: dalle 10.30 alle 12.30
numero max partecipanti: 40 partecipanti fra adulti e bambini
luogo: Piazza della Signoria
Terzo Paradiso è un Segno Arte che Michelangelo Pistoletto ha creato e mette a disposizione del maggior numero di persone possibile per comunicare e diffondere, nel mondo contemporaneo, “la necessità di un nuovo rinascimento”.
Sulla scorta del noto disegno di Leonardo da Vinci che inscrive l’uomo, contemporaneamente, nel cerchio e nel quadrato, Michelangelo Pistoletto ha inteso realizzare un segno la cui struttura geometrica si definisce a partire dal corpo umano, ma un corpo umano femminile, in luogo di quello maschile, per “rivelare la centralità del ventre procreativo”. In questo Segno Arte l’ombelico è emblema del tempo in quanto ogni persona reca impresso, nel centro del proprio corpo, il segno che lo collega con il passato specifico di ciascuno, con quello generale della specie-uomo e con il futuro delle generazioni a venire.
Con il nuovo Segno Arte si disegnano tre cerchi: quello centrale rappresenta il grembo generativo del Terzo Paradiso. Il Segno Arte è, dunque, un simbolo di vita ed è sovrapponibile a Terzo Paradiso che – nel cerchio centrale – rappresenta il perfetto equilibrio individuale e sociale di individui e società capaci di proiettarsi nel Futuro, guardandonel Passato, come in una bilancia temporale. L’obiettivo è quello di indirizzare libertà
e responsabilità, individuali e collettive, verso un livello di civiltà planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano un nuovo equilibrio fra Natura e Artificio.
Realizzando praticamente il Segno Arte di Terzo Paradiso il pubblico non compie soltanto un’oper-azione collettiva, ma dà corpo a una diversa consapevolezza della responsabilità individuale di ogni persona verso il pianeta e le società umane che lo popolano.

Visita breve al camminamento di ronda
target: per tutti, a partire dagli 8 anni orari: 10.30
durata: 30 minuti
numero max partecipanti: 20 visitatori fra adulti e ragazzi + 1 animatore
luogo: camminamento di ronda

La visita consente di accedere all’arnolfiano camminamento di ronda, realizzato per difendere l’edificio da ogni attacco esterno: possiamo immaginare le guardie avvistare eventuali arrivi in lontananza, sorvegliare giorno e notte i dintorni dell’edificio, procedere
– in caso di attacchi – rovesciando pietre e proiettili dai piombatoi disseminati lungo il perimetro.
Un progetto ardito, quello di Arnolfo, che ancora si può leggere tra i conci di pietra forte e grazie al quale il visitatore di oggi può godere di una spettacolare vista sulla città.

Per strattezza della natura e gricciolo degli artefici: natura e artificio nelle grottesche di Palazzo Vecchio target: per tutti, a partire dai 10 anni
orario: 10.30
durata: un’ora e trenta minuti
numero max partecipanti: 25 visitatori + 1 animatore
luogo: Sala multimediale nella Salotta

“Le grottesche sono una spezie di pitture licenziose e ridicole molto – ricorda Giorgio Vasari nell’introduzione alle Vite de’ più eccellenti sculturi pittori e architettori – fatte dagl’antichi per ornamenti di vani, dove in alcuni luoghi non stava bene altro che cose in aria; per il che facevano in quelle tutte sconciature di mostri, per strattezza della natura e per gricciolo e ghiribizzo degli artefici … apiccando … a un cavallo le gambe di foglie, e a un uomo le gambe di gru, e infiniti sciarpelloni e passerotti.” Le fantasie fitomorfiche e zoomorfiche tipiche delle grottesche rimandano chiaramente all’eterno tema del rapporto fra natura e arte: la natura, “meravigliosa artefice delle cose” – così la definisce Leon Battista Alberti nel De Pictura – è considerata dall’artista modello di bellezza e di perfezione, in quanto nata dalla mano di Dio, l’artefice massimo. Tante sono le cose che in natura (stratte della natura) fanno sgranare (sciarpellare) gli occhi per il loro essere straordinarie, a volte esagerate e inverosimili (passerotti) e altrettante sono le bizzarrie (i griccioli), le fantasie (i ghiribizzi) con cui l’artista le interpreta. Sulle pareti e sui soffitti delle sale, delle stanze, delle scale di
Palazzo Vecchio si incontrano spesso simili figurine grottesche: uomini e donne dalla coda di pesce, sfingi, grifoni, mostri, satiri, ninfe, piante che lanciano tentacoli nell’aria, orecchie che
si trasformano in ali, bocche in fauci spalancate, baffi in foglie, uccelli e animali fantastici o sproporzionati… tutto un campionario di mutatae formae, di metamorfosi naturali e artificiali. Opera di pittori come Marco Marchetti da Faenza, Francesco Salviati, Antonio di Annibale
da Campogiallo, Ridolfo del Ghirlandaio, queste decorazioni testimoniano la popolarità di questo stile nella pittura cinquecentesca, come pure il gusto dei committenti ducali per questi capricci della natura e dell’arte.

Favola profumata della natura dipinta
target: per famiglie con bambini dai 3 ai 7 anni
orario: 10.30
durata: un’ora e quindici minuti
numero max partecipanti: 25 visitatori fra adulti e bambini + 1 animatore
luoghi: Teatro delle storie di Bia e Garcia, Quartieri Monumentali

È difficile immaginare che in un palazzo di pietra la Natura possa avere un ampio spazio. Eppure, in Palazzo Vecchio la Natura è presente come immagini dipinte e colorate,
volute da un Duca e da una Duchessa che avevano un grande amore per la terra, la caccia, la pesca, i cavalli e i giardini, tanto da realizzare dentro il Palazzo ducale giardini pensili
e orticini e chiedere agli artisti di corte di inserire innumerevoli elementi naturali nella fastosa decorazione che stavano facendo realizzare.
Chi racconta questa Favola, facendo parlare la natura dipinta, è una sorta di elfo – accompagnato da un coloratissimo pappagallo originario del Nuovo Mondo – che aiuterà i bambini con le parole, con lo sguardo ma, soprattutto, attraverso la magia dei profumi, a restituire il ricordo e, quindi, la vita dell’immaginazione alle creature immobili sulle pareti.

Visita breve agli scavi archeologici di Palazzo Vecchio
target: per tutti, a partire dagli 8 anni
orari: 11.00 durata: 30 minuti
numero max partecipanti: 20 visitatori fra adulti e ragazzi + 1 animatore
luogo: scavi archeologici di Palazzo Vecchio

Palazzo Vecchio poggia le sue fondamenta su un sito di straordinaria importanza storica:
i resti dell’antico Teatro Romano di Florentia.
Il primo impianto del teatro dovrebbe risalire agli anni immediatamente successivi alla fondazione della città alla fine del primo secolo a.C.; l’intervento di ampliamento si inquadra, verosimilmente, nella grandiosa ristrutturazione della città compiuta in età imperiale, probabilmente adrianea, agli inizi del II secolo d.C.
Il teatro di Florentia, per quanto consentono di stabilire i resti archeologici, doveva avere all’epoca della sua massima espansione una capienza cospicua, intorno agli 8.000-10.000 spettatori.

Visita breve al camminamento di ronda
target: per tutti, a partire dagli 8 anni orari: 11,15
durata: 30 minuti
numero max partecipanti: 20 visitatori fra adulti e ragazzi + 1 animatore
luogo: camminamento di ronda

La visita consente di accedere all’arnolfiano camminamento di ronda, realizzato per difendere l’edificio da ogni attacco esterno: possiamo immaginare le guardie avvistare eventuali arrivi in lontananza, sorvegliare giorno e notte i dintorni dell’edificio, procedere
– in caso di attacchi – rovesciando pietre e proiettili dai piombatoi disseminati lungo il perimetro.
Un progetto ardito, quello di Arnolfo, che ancora si può leggere tra i conci di pietra forte e grazie al quale il visitatore di oggi può godere di una spettacolare vista sulla città.

Studioli e camerini nel Palazzo ducale di Cosimo I e Francesco I de’ Medici
target: per tutti, a partire dai 10 anni
orario: 11.30
durata: un’ora e trenta minuti
numero max partecipanti: 25 visitatori + 1 animatore
luoghi: Camerino di Bianca Cappello; Quartiere di Eleonora: Studiolo di Eleonora di Toledo; Quartiere degli Elementi: Studiolo di Calliope; Quartiere di Leone X: Scrittoio del duca; Studiolo di Francesco I, Tesoretto di Cosimo I

Tutti conoscono lo Studiolo di Francesco de’ Medici, tanto noto da essere divenuto quasi più famoso del suo proprietario, definito, non a caso, da Luciano Berti “il Principe dello Studiolo”. Ma, in verità, nel Palazzo ducale di Cosimo I e di Francesco I de’ Medici, ogni Quartiere del palazzo ospitava un camerino, uno scrittoio o uno studiolo, luoghi privati dei duchi e delle duchesse. Quasi sempre di dimensioni ridotte e raffinatissimi nei decori, come negli arredi, studioli, camerini e scrittoi erano anche, quando non soprattutto, i luoghi dove conservare oggetti d’arte, antichità, meraviglie naturalistiche frutto della passione collezionistica
di Cosimo, come di Francesco. Oggi, i numerosi, variegati e raffinati oggetti che erano conservati negli studioli non sono più presenti nel Palazzo, mentre è ancora possibile visitare molti di questi luoghi e ritrovare le tracce delle scale che mettevano in comunicazione alcuni fra loro. Attraverso le parole, e grazie all’immaginazione, sarà possibile far rivivere il gusto di un’epoca che vedeva nel maritaggio fra Natura e Arte una delle forme più elevate di cultura.

Percorsi segreti
target: per tutti, a partire dai 10 anni
orario: 11.30
durata: un’ora e quindici minuti
numero max partecipanti: 10 visitatori + 1 animatore
luoghi: Scala del duca di Atene, Studiolo di Francesco I, Tesoretto di Cosimo I, Salone dei Cinquecento, capriate del soffitto del Salone

Dal 2000 il Museo di Palazzo Vecchio ha recuperato alla fruizione del pubblico questi ambienti, dove lo scorrere del tempo sembra essersi arrestato, che possono essere visitati solo in piccoli gruppi accompagnati da personale esperto.

Visita ai Quartieri monumentali
target: per tutti, a partire dagli 8 anni orario: 11.30
durata: un’ora e quindici minuti
numero max partecipanti: 25 visitatori fra adulti e bambini + 1 animatore
luogo: Quartieri monumentali e Camerino di Bianca Cappello

La visita guidata ai Quartieri Monumentali offre uno sguardo diverso su Palazzo Vecchio, visto non solo quale prestigioso contenitore di opere d’arte, ma come luogo
nel quale architetture, arti minori, sculture,dipinti, concorrono alla creazione di un unicum ricco e complesso.
La visita include due sale del Quartiere di Leone X recentemente aperte al pubblico: quella dedicata a Cosimo il Vecchio, protagonista nella vita politica fiorentina a metà del XIV secolo, e quella dedicata a Lorenzo il Magnifico e si conclude nel Camerino
di Bianca Cappello, seconda moglie di Francesco I de’ Medici.

Piccole storie di animali: scopri il protagonista di oggi
target: per famiglie con bambini dai 3 ai 7 anni
orario: 11.45
durata: un’ora e quindici minuti
numero max partecipanti: 25 visitatori fra adulti e bambini + 1 animatore
luoghi: Teatro delle storie di Bia e Garcia, Quartieri Monumentali

L’animale è inseparabile dagli esseri umani, non solo per la sua utilità come carne da mangiare o come macchina da lavoro, ma soprattutto perché gli animali, come scriveva l’antropologo Levy-Strauss, “sono buoni da pensare”. E così come gli uomini hanno una storia, anche il popolo delle bestie ha una storia, strettamente legata a quella dell’uomo e da questa determinata.
Per questo, anche fra gli animali esistono quelli celebri, quasi come gli esseri umani. Nel corso del 2011 abbiamo scelto come prime celebrità: il leone e il cavallo.
Ma, all’inizio della storia non si sa quale sarà l’animale che racconterà se stesso.
Per scoprirlo, i piccoli visitatori dovranno indovinare grazie a diversi indizi polisensoriali. Toccheranno senza vedere, annuseranno, ascolteranno suoni, guarderanno colori.
Una volta scoperto, l’animale inizierà a narrare una o più storie che lo riguardano.

Visita breve agli scavi archeologici di Palazzo Vecchio
target: per tutti, a partire dagli 8 anni
orari: 11.45 durata: 30 minuti
numero max partecipanti: 20 visitatori fra adulti e ragazzi + 1 animatore
luogo: scavi archeologici di Palazzo Vecchio

Palazzo Vecchio poggia le sue fondamenta su un sito di straordinaria importanza storica:
i resti dell’antico Teatro Romano di Florentia.
Il primo impianto del teatro dovrebbe risalire agli anni immediatamente successivi alla fondazione della città alla fine del primo secolo a.C.; l’intervento di ampliamento si inquadra, verosimilmente, nella grandiosa ristrutturazione della città compiuta in età imperiale, probabilmente adrianea, agli inizi del II secolo d.C.
Il teatro di Florentia, per quanto consentono di stabilire i resti archeologici, doveva avere all’epoca della sua massima espansione una capienza cospicua,
intorno agli 8.000-10.000 spettatori.

Visita ai Quartieri monumentali
target: per tutti, a partire dagli 8 anni orario: 12.00
durata: un’ora e quindici minuti
numero max partecipanti: 25 visitatori fra adulti e bambini + 1 animatore
luogo: Quartieri monumentali e Camerino di Bianca Cappello

La visita guidata ai Quartieri Monumentali offre uno sguardo diverso su Palazzo Vecchio, visto non solo quale prestigioso contenitore di opere d’arte, ma come luogo
nel quale architetture, arti minori, sculture,dipinti, concorrono alla creazione di un unicum ricco e complesso.
La visita include due sale del Quartiere di Leone X recentemente aperte al pubblico: quella dedicata a Cosimo il Vecchio, protagonista nella vita politica fiorentina a metà
del XIV secolo, e quella dedicata a Lorenzo il Magnifico e si conclude nel Camerino di Bianca Cappello, seconda moglie di Francesco I de’ Medici.

Per strattezza della natura e per gricciolo degli artefici: natura e artificio nelle grottesche di Palazzo Vecchio target: per tutti, a partire dai 10 anni
orario: 12.00
durata: un’ora e trenta minuti
numero max partecipanti: 25 visitatori + 1 animatore
luogo: Sala multimediale nella Salotta

“Le grottesche sono una spezie di pitture licenziose e ridicole molto – ricorda Giorgio Vasari nell’introduzione alle Vite de’ più eccellenti sculturi pittori e architettori – fatte dagl’antichi per ornamenti di vani, dove in alcuni luoghi non stava bene altro che cose in aria; per il che facevano in quelle tutte sconciature di mostri, per strattezza della natura e per gricciolo
e ghiribizzo degli artefici… apiccando… a un cavallo le gambe di foglie, e a un uomo le gambe di gru, e infiniti sciarpelloni e passerotti.” Le fantasie fitomorfiche e zoomorfiche tipiche delle grottesche rimandano chiaramente all’eterno tema del rapporto fra natura e arte: la natura, “meravigliosa artefice delle cose” – così la definisce Leon Battista Alberti nel De Pictura – è considerata dall’artista modello di bellezza e di perfezione, in quanto nata dalla mano di Dio, l’artefice massimo. Tante sono le cose che in natura (stratte della natura) fanno sgranare (sciarpellare) gli occhi per il loro essere straordinarie, a volte esagerate e inverosimili (passerotti) e altrettante sono le bizzarrie (i griccioli), le fantasie (i ghiribizzi) con cui l’artista le interpreta. Sulle pareti e sui soffitti delle sale, delle stanze, delle scale di Palazzo Vecchio
si incontrano spesso simili figurine grottesche: uomini e donne dalla coda di pesce, sfingi, grifoni, mostri, satiri, ninfe, piante che lanciano tentacoli nell’aria, orecchie che si trasformano in ali, bocche in fauci spalancate, baffi in foglie, uccelli e animali fantastici o sproporzionati… tutto un campionario di mutatae formae, di metamorfosi naturali e artificiali. Opera di pittori come Marco Marchetti da Faenza, Francesco Salviati, Antonio di Annibale da Campogiallo, Ridolfo del Ghirlandaio, queste decorazioni testimoniano la popolarità di questo stile nella pittura cinquecentesca, come pure il gusto dei committenti ducali per questi capricci della natura e dell’arte.

Percorsi segreti
target: per tutti, a partire dai 10 anni
orario: 12.30
durata: un’ora e quindici minuti
numero max partecipanti: 10 visitatori + 1 animatore
luoghi: Scala del duca di Atene, Studiolo di Francesco I, Tesoretto di Cosimo I, Salone dei
Cinquecento, capriate del soffitto del Salone

Dal 2000 il Museo di Palazzo Vecchio ha recuperato alla fruizione del pubblico questi ambienti, dove lo scorrere del tempo sembra essersi arrestato, che possono essere visitati solo in piccoli gruppi accompagnati da personale esperto.

PROGRAMMA DEL POMERIGGIO

Il Terzo Paradiso: oper-azione collettiva target: per tutti, a partire dagli 8 anni orario: dalle 14.30 alle 16.30
numero max partecipanti: 40 partecipanti fra adulti e bambini
luogo: Salone dei Cinquecento

Terzo Paradiso è un Segno Arte che Michelangelo Pistoletto ha creato e mette a disposizione del maggior numero di persone possibile per comunicare e diffondere, nel mondo contemporaneo, “la necessità di un nuovo rinascimento”.
Sulla scorta del noto disegno di Leonardo da Vinci che inscrive l’uomo, contemporaneamente, nel cerchio e nel quadrato, Michelangelo Pistoletto ha inteso realizzare un segno la cui struttura geometrica si definisce a partire dal corpo umano, ma un corpo umano femminile, in luogo di quello maschile, per “rivelare la centralità del ventre procreativo”. In questo Segno Arte l’ombelico è emblema del tempo in quanto ogni persona reca impresso, nel centro del proprio corpo, il segno che lo collega con il passato specifico di ciascuno, con quello generale della specie-uomo e con il futuro delle generazioni a venire.
Con il nuovo Segno Arte si disegnano tre cerchi: quello centrale rappresenta il grembo generativo del Terzo Paradiso. Il Segno Arte è, dunque, un simbolo di vita ed è sovrapponibile a Terzo Paradiso che – nel cerchio centrale – rappresenta il perfetto equilibrio individuale e sociale di individui e società capaci di proiettarsi nel Futuro, guardando nel Passato, come in una bilancia temporale. L’obiettivo è quello di indirizzare libertà e responsabilità, individuali e collettive, verso un livello di civiltà planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano un nuovo equilibrio fra Natura e Artificio.

Realizzando praticamente il Segno Arte di Terzo Paradiso il pubblico non compie soltanto un’oper-azione collettiva, ma dà corpo a una diversa consapevolezza della responsabilità individuale di ogni persona verso il pianeta e le società umane che lo popolano.

Uno scrittoio tutto pieno d’uccelli e d’erbe rare: lo studiolo di Cosimo I al Mezzanino
target: per tutti, a partire dai 10 anni
orario: 14.30
durata: un’ora e trenta minuti
numero max partecipanti: 25 visitatori + 1 animatore
luogo: Sala multimediale nella Salotta

Sul finire degli anni Quaranta del Cinquecento, il pittore Francesco Ubertini
detto il Bachiacca decora per il duca Cosimo I de’ Medici un piccolo studiolo nel Quartiere Mezzanino del Palazzo Ducale: “fece a Sua Eccellenza – ricorda il Vasari – uno scrittoio tutto pieno di uccelli di diverse maniere e d’erbe rare, che tutto condusse a olio divinamente”.
La tecnica impiegata dall’artista – pittura a olio su muro – ha contribuito negli anni al grave deterioramento della superficie pittorica, fortunatamente in parte recuperata da un recente, approfondito restauro.
Si può dunque ora apprezzare, anche se non completamente, il progetto decorativo del piccolo ambiente, che presenta scene naturalistiche sulla volta e sulle pareti, mentre nell’imbotte della porta di accesso sono dipinte piccole miniature con curiosi personaggi zoomorfi.
È forse possibile ipotizzare che lo scrittoio contenesse alcuni oggetti delle collezioni naturalistiche del duca, in ossequio all’abitudine – documentata sempre dal Vasari – di dedicare ognuno dei diversi scrittoi ricavati nel Palazzo a contenere una tipologia di oggetti appartenenti alle sue collezioni. Il duca Cosimo infatti coltivava un vivo interesse per lo studio della natura, interesse testimoniato dalla presenza nella sua biblioteca personale di testi naturalistici di Teofrasto, Aristotele, Agricola e di “tre pezzi di libri latini De Animalibus Conradi Gensneri”, cioè la Historiae animalium del naturalista svizzero Konrad Gessner, considerato il punto di partenza della moderna zoologia. Il grande interesse per la botanica del duca, ribadito nell’edizione del 1567 del Ricettario fiorentino – il testo fondamentale della farmacopea toscana – dove si ricorda come il duca abbia voluto importare molte specie rare ed esotiche, si manifesta anche nell’apertura di un giardino dei semplici a Pisa nel 1543, del quale affida la responsabilità al famoso botanico Luca di Ghino Ghini, dopo averne invano fatto offerta al grande naturalista svizzero Leonhart Fuchs.
È quindi probabile che Cosimo I abbia fornito al Bachiacca, come farà anche con Egnazio Danti nella realizzazione della Sala delle Carte, alcuni dei suoi libri illustrati perché l’artista potesse trarne ispirazione. In quest’attività si è perciò cercato di proporre un’associazione fra i soggetti raffigurati nello scrittoio e le tavole dei libri tratti dalla biblioteca del duca in un multimediale che intende sopperire all’impossibilità di visitare lo scrittoio, ancora oggi chiuso al pubblico.

Percorsi segreti
target: per tutti, a partire dai 10 anni
orario: 14.30
durata: un’ora e quindici minuti
numero max partecipanti: 10 visitatori + 1 animatore
luoghi: Scala del duca di Atene, Studiolo di Francesco I, Tesoretto di Cosimo I, Salone dei Cinquecento, capriate del soffitto del Salone

Dal 2000 il Museo di Palazzo Vecchio ha recuperato alla fruizione del pubblico questi ambienti, dove lo scorrere del tempo sembra essersi arrestato, che possono essere visitati solo in piccoli gruppi accompagnati da personale esperto.

Visita ai Quartieri monumentali
target: per tutti, a partire dagli 8 anni orario: 15.00
durata: un’ora e quindici minuti
numero max partecipanti: 25 visitatori fra adulti e bambini + 1 animatore
luogo: Quartieri monumentali e Camerino di Bianca Cappello

La visita guidata ai Quartieri Monumentali offre uno sguardo diverso su Palazzo Vecchio, visto non solo quale prestigioso contenitore di opere d’arte, ma come luogo nel quale architetture, arti minori, sculture,dipinti, concorrono alla creazione di un unicum ricco e complesso.
La visita include due sale del Quartiere di Leone X recentemente aperte al pubblico:
quella dedicata a Cosimo il Vecchio, protagonista nella vita politica fiorentina a metà del XIV
secolo, e quella dedicata a Lorenzo il Magnifico e si conclude nel Camerino di Bianca Cappello, seconda moglie di Francesco I de’ Medici.

Percorsi segreti
target: per tutti, a partire dai 10 anni
orario: 15.00
durata: un’ora e quindici minuti
numero max partecipanti: 10 visitatori + 1 animatore
luoghi: Scala del duca di Atene, Studiolo di Francesco I, Tesoretto di Cosimo I, Salone dei Cinquecento, capriate del soffitto del Salone

Dal 2000 il Museo di Palazzo Vecchio ha recuperato alla fruizione del pubblico questi ambienti, dove lo scorrere del tempo sembra essersi arrestato, che possono essere visitati solo in piccoli gruppi accompagnati da personale esperto.

Visita breve al camminamento di ronda
target: per tutti, a partire dagli 8 anni orari: 15.00
durata: 30 minuti
numero max partecipanti: 20 visitatori fra adulti e ragazzi + 1 animatore
luogo: camminamento di ronda

La visita consente di accedere all’arnolfiano camminamento di ronda, realizzato per difendere l’edificio da ogni attacco esterno: possiamo immaginare le guardie avvistare eventuali arrivi in lontananza, sorvegliare giorno e notte i dintorni dell’edificio, procedere
– in caso di attacchi – rovesciando pietre e proiettili dai piombatoi disseminati lungo il perimetro.
Un progetto ardito, quello di Arnolfo, che ancora si può leggere tra i conci di pietra forte e grazie al quale il visitatore di oggi può godere di una spettacolare vista sulla città.

Visita breve agli scavi archeologici di Palazzo Vecchio
target: per tutti, a partire dagli 8 anni
orari: 15.30 durata: 30 minuti
numero max partecipanti: 20 visitatori fra adulti e ragazzi + 1 animatore
luogo: scavi archeologici di Palazzo Vecchio

Palazzo Vecchio poggia le sue fondamenta su un sito di straordinaria importanza storica:
i resti dell’antico Teatro Romano di Florentia.
Il primo impianto del teatro dovrebbe risalire agli anni immediatamente successivi alla fondazione della città alla fine del primo secolo a.C.; l’intervento di ampliamento si inquadra, verosimilmente, nella grandiosa ristrutturazione della città compiuta in età imperiale, probabilmente adrianea, agli inizi del II secolo d.C.
Il teatro di Florentia, per quanto consentono di stabilire i resti archeologici, doveva avere all’epoca della sua massima espansione una capienza cospicua,
intorno agli 8.000-10.000 spettatori.

Visita breve al camminamento di ronda
target: per tutti, a partire dagli 8 anni orari: 15.45
durata: 30 minuti
numero max partecipanti: 20 visitatori fra adulti e ragazzi + 1 animatore
luogo: camminamento di ronda

La visita consente di accedere all’arnolfiano camminamento di ronda, realizzato per difendere l’edificio da ogni attacco esterno: possiamo immaginare le guardie avvistare eventuali arrivi in lontananza, sorvegliare giorno e notte i dintorni dell’edificio, procedere
– in caso di attacchi – rovesciando pietre e proiettili dai piombatoi disseminati lungo il perimetro.
Un progetto ardito, quello di Arnolfo, che ancora si può leggere tra i conci di pietra forte e grazie al quale il visitatore di oggi può godere di una spettacolare vista sulla città.

Percorsi segreti
target: per tutti, a partire dai 10 anni
orario: 16.00
durata: un’ora e quindici minuti
numero max partecipanti: 10 visitatori + 1 animatore
luoghi: Scala del duca di Atene, Studiolo di Francesco I, Tesoretto di Cosimo I, Salone dei Cinquecento, capriate del soffitto del Salone

Dal 2000 il Museo di Palazzo Vecchio ha recuperato alla fruizione del pubblico questi ambienti, dove lo scorrere del tempo sembra essersi arrestato, che possono essere visitati solo in piccoli gruppi accompagnati da personale esperto.

Visita breve agli scavi archeologici di Palazzo Vecchio
target: per tutti, a partire dagli 8 anni
orari: 16.15 durata: 30 minuti
numero max partecipanti: 20 visitatori fra adulti e ragazzi + 1 animatore
luogo: scavi archeologici di Palazzo Vecchio

Palazzo Vecchio poggia le sue fondamenta su un sito di straordinaria importanza storica: i resti dell’antico Teatro Romano di Florentia.
Il primo impianto del teatro dovrebbe risalire agli anni immediatamente successivi alla fondazione della città alla fine del primo secolo a.C.; l’intervento di ampliamento si inquadra, verosimilmente, nella grandiosa ristrutturazione della città compiuta in età imperiale, probabilmente adrianea, agli inizi del II secolo d.C.
Il teatro di Florentia, per quanto consentono di stabilire i resti archeologici, doveva avere all’epoca della sua massima espansione una capienza cospicua,
intorno agli 8.000-10.000 spettatori.

Rinascimento contempOraneo: incontro con Michelangelo Pistoletto e Tomaso Montanari
target: per tutti, a partire dagli 11 anni
orario: dalle 16.30 alle 18.30
numero max partecipanti: 100 partecipanti
luogo: Salone dei Cinquecento

Nell’attuale grave crisi che travaglia l’intero pianeta, che non è certamente solo di natura economica, nel nostro immaginario nulla sembrerà più irraggiungibile di un rinascimento contemporaneo, inteso precisamente nel significato di rifondazione, rinascita, intorno ai valori del nuovo umanesimo di una società più giusta, più equilibrata, più colta e più creativa. Ma molti di noi, credo, desiderino profondamente operare per un obiettivo di questa natura. Ebbene, nella Premessa del volume che Michelangelo Pistoletto ha dedicato a il Terzo Paradiso nel 2010, per l’Editore Marsilio, l’artista scrive: “In una situazione di smarrimento generale e di insostenibilità che riguarda tutti i campi della convivenza, si sente la necessità di identificare valori condivisibili. Auspico di stimolare il dibattito sui temi dell’ambiente, della sopravvivenza umana sulla Terra, della politica, dell’economia, dell’educazione e della spiritualità, coinvolgendo tutte le persone che vorranno dare il loro contributo affinché
il Terzo Paradiso superi la valenza simbolica e si faccia realtà.” …
Tanto più che “Ogni persona, anche biologicamente, è un Terzo Paradiso, in quanto unione di due segni, femminile e maschile, così come lo sono nel simbolo Natura e Artificio.
Da questa combinazione ogni persona nasce differente dall’altra.
Ne consegue che la morale democratica del Terzo Paradiso è amore e rispetto per le differenze.”
Incontrando il pubblico di Palazzo Vecchio, dopo avere realizzato collettivamente
con i visitatori, adulti e ragazzi, il Segno Arte di Terzo Paradiso, Michelangelo Pistoletto dialoga con loro precisamente su come sia possibile trasformare il simbolo in realtà in movimento e, prendendo le mosse dal suo specifico di artista, del ruolo dell’Arte nella società contemporanea. Lo affianca in questo colloquio, Tomaso Montanari, docente di Storia dell’arte nell’Università Federico II di Napoli, la cui riflessione più recente riguarda il ruolo
del patrimonio storico artistico come strumento della crescita culturale del paese, secondo quanto garantisce la Costituzione, e la responsabilità individuale degli “storici dell’arte che devono ritornare a parlare al paese, per aiutare chi ama l’arte a vederla davvero”.

Favola profumata della natura dipinta
target: per famiglie con bambini dai 3 ai 7 anni
orario: 16.30
durata: un’ora e quindici minuti
numero max partecipanti: 25 visitatori fra adulti e bambini + 1 animatore
luogo: Teatro delle storie di Bia e Garcia, Quartieri Monumentali

È difficile immaginare che in un palazzo di pietra la Natura possa avere un ampio spazio. Eppure, in Palazzo Vecchio la Natura è presente come immagini dipinte e colorate,
volute da un Duca e da una Duchessa che avevano un grande amore per la terra, la caccia, la pesca, i cavalli e i giardini, tanto da realizzare dentro il Palazzo ducale giardini pensili
e orticini e chiedere agli artisti di corte di inserire innumerevoli elementi naturali nella fastosa decorazione che stavano facendo realizzare.
Chi racconta questa Favola, facendo parlare la natura dipinta, è una sorta di elfo
- accompagnato da un coloratissimo pappagallo originario del Nuovo Mondo – che aiuterà i bambini con le parole, con lo sguardo ma, soprattutto, attraverso la magia dei profumi,
a restituire il ricordo e, quindi, la vita dell’immaginazione alle creature immobili sulle pareti.

Studioli e camerini nel Palazzo ducale di Cosimo I e Francesco I de’ Medici
target: per tutti, a partire dai 10 anni
orario: 16.30
durata: un’ora e quindici minuti
numero max partecipanti: 25 visitatori + 1 animatore
luoghi: Camerino di Bianca Cappello; Quartiere di Eleonora: Studiolo di Eleonora di Toledo; Quartiere degli Elementi: Studiolo di Calliope; Quartiere di Leone X: Scrittoio del duca; Studiolo di Francesco I, Tesoretto di Cosimo I

Tutti conoscono lo Studiolo di Francesco de’ Medici, tanto noto da essere divenuto più famoso del suo proprietario, definito, non a caso, da Luciano Berti “il Principe dello Studiolo”. Ma, in verità, nel Palazzo ducale di Cosimo I e di Francesco I de’ Medici, ogni Quartiere del palazzo ospitava un camerino, uno scrittoio o uno studiolo, luoghi privati dei duchi e delle duchesse. Quasi sempre di dimensioni ridotte e raffinatissimi nei decori, come negli arredi, studioli, camerini e scrittoi erano anche, quando non soprattutto, i luoghi dove conservare oggetti d’arte, antichità, meraviglie naturalistiche frutto della passione collezionistica
di Cosimo, come di Francesco.
Oggi, i numerosi, variegati e raffinati oggetti che erano conservati negli studioli non sono più presenti nel Palazzo, mentre è ancora possibile visitare molti di questi luoghi, ritrovarne tracce importanti, quali il soffitto dipinto con Cesare che scrive i Commentari o l’imbocco
di scale che ne mettevano in comunicazione fra loro, alcuni. Attraverso le parole, e grazie all’immaginazione, sarà possibile far rivivere il gusto di un’epoca che vedeva nel maritaggio fra Natura e Arte una delle forme più elevate di cultura.

Per strattezza della natura e per gricciolo degli artefici: natura e artificio nelle grottesche di Palazzo Vecchio
target: per tutti, a partire dai 10 anni
orario: 17.00
durata: un’ora e trenta minuti
numero max partecipanti: 25 visitatori + 1 animatore
luogo: Sala multimediale nella Salotta

“Le grottesche sono una spezie di pitture licenziose e ridicole molto – ricorda Giorgio Vasari nell’introduzione alle Vite de’ più eccellenti sculturi pittori e architettori – fatte dagl’antichi per ornamenti di vani, dove in alcuni luoghi non stava bene altro che cose in aria; per il che facevano in quelle tutte sconciature di mostri, per strattezza della natura e per gricciolo
e ghiribizzo degli artefici … apiccando … a un cavallo le gambe di foglie, e a un uomo le gambe di gru, e infiniti sciarpelloni e passerotti.” Le fantasie fitomorfiche e zoomorfiche tipiche delle grottesche rimandano chiaramente all’eterno tema del rapporto fra natura e arte: la natura, “meravigliosa artefice delle cose” – così la definisce Leon Battista Alberti nel De Pictura – è considerata dall’artista modello di bellezza e di perfezione, in quanto nata dalla mano di Dio, l’artefice massimo. Tante sono le cose che in natura (stratte della natura) fanno sgranare (sciarpellare) gli occhi per il loro essere straordinarie, a volte esagerate e inverosimili (passerotti) e altrettante sono le bizzarrie (i griccioli), le fantasie (i ghiribizzi) con cui l’artista le interpreta. Sulle pareti e sui soffitti delle sale, delle stanze, delle scale di
Palazzo Vecchio si incontrano spesso simili figurine grottesche: uomini e donne dalla coda di pesce, sfingi, grifoni, mostri, satiri, ninfe, piante che lanciano tentacoli nell’aria, orecchie che
si trasformano in ali, bocche in fauci spalancate, baffi in foglie, uccelli e animali fantastici o sproporzionati… tutto un campionario di mutatae formae, di metamorfosi naturali e artificiali. Opera di pittori come Marco Marchetti da Faenza, Francesco Salviati, Antonio di Annibale
da Campogiallo, Ridolfo del Ghirlandaio, queste decorazioni testimoniano la popolarità di questo stile nella pittura cinquecentesca, come pure il gusto dei committenti ducali per questi capricci della natura e dell’arte.

Visita ai Quartieri monumentali
target: per tutti, a partire dagli 8 anni orario: 17.00
durata: un’ora e quindici minuti
numero max partecipanti: 25 visitatori fra adulti e bambini + 1 animatore
luoghi: Quartieri monumentali e Camerino di Bianca Cappello

La visita guidata ai Quartieri Monumentali offre uno sguardo diverso su Palazzo Vecchio, visto non solo quale prestigioso contenitore di opere d’arte, ma come luogo nel quale architetture, arti minori, sculture,dipinti, concorrono alla creazione di un unicum ricco e complesso.
La visita include due sale del Quartiere di Leone X recentemente aperte al pubblico: quella dedicata a Cosimo il Vecchio, protagonista nella vita politica fiorentina a metà del XIV secolo, e quella dedicata a Lorenzo il Magnifico e si conclude nel Camerinodi Bianca Cappello, seconda moglie di Francesco I de’ Medici.

Domenica del fiorentino

il palazzo dei fiorentini

Biblioteca delle Oblate

biblioteca delle Oblate

Palazzo Strozzi

visita il sito di Palazzo Strozzi